Regole partecipate e rinascita del Sistema-Paese

 

Ci hanno insegnato che la pena, come conseguenza all’azione ingiusta, fosse il miglior deterrente dal compierla.

Osservando, tuttavia, i meccanismi complessi che sovrintendono all’erogazione del servizio pubblico “Giustizia” ci rendiamo conto che la pena, come diretta conseguenza della commissione dell’azione ingiusta, e solamente una volta che questa sia stata effettivamente scoperta, interviene, in Italia, con tempi e con modalità non idonee a garantire la propria funzione deterrente.

Modificare nuovamente le norme del processo, allora, o i suoi già infiniti riti? Velocizzare la durata delle procedure o conferire nuove dotazioni di mezzi e di personale agli Uffici pubblici preposti?

Abbiamo sentito innumerevoli volte la formulazione di queste facili quanto convenzionali ricette per una soluzione precotta al problema delle Regole, ma evidentemente non appetitosa e ancor meno soddisfacente.

Proviamo allora a cambiare ottica di osservazione e utilizzare il pensiero laterale. Spostiamoci a monte della questione, dove essa sorge, e non dove produce effetti.

Proviamo a lavorare sul cittadino, sulla sua naturale tendenza, sulla sua sopìta coscienza civile e a favorire l’emersione della propria capacità di contribuzione al beneficio collettivo delle regole e del modo in cui le stesse vanno stabilite e rispettate. Soprattutto proviamo a far leva sulla potenzialità gratificante della “riconoscibilità sociale” di atteggiamenti virtuosi e orientati alla salvaguardia del bene comune.

Il termine “YouStitia”, coniato 4 anni fa, rappresenta simbolicamente una corrente di pensiero collettivo che mette al centro delle Regole l’individuo. Proprio sottolineando la relazione bidirezionale tra le due parole “You” e “Stitia” in modo che la loro unione, inglese e latina insieme, dia luogo alla pronuncia del fonema “IUSTITIA” (= lat. Giustizia). L’incontro tra il TU (“You” in inglese) e la desinenza “Stitia” produce il termine composto YOUSTITIA (= pronunciato “iustizia”) che richiama quanto presente in evidenza in ogni Tribunale d’Italia, luogo deputato al rispetto e all’applicazione delle Regole “in nome del Popolo Italiano”. L’accento dell’argomentazione è posto non già sull’elaborazione di nuove regole, che andrebbero a stratificarsi sul corpus normativo già esistente, ma sulla pianificazione strategica di un percorso di miglioramento delle coscienze individuali dei cittadini italiani, che possiede l’ambizione di miglioramento di SistemaPaese attraverso la contribuzione individuale (TU) di chi ne costituisce parte essenziale, il cittadino appunto.

Di falsi modelli o di modelli negativi di orientamento delle coscienze ne abbiamo visti molti, e moltissimi ne continuiamo a vedere anche tutt’oggi.

La disabituazione del singolo all’interesse collettivo sta mutando morfologicamente in disaffezione profonda alla cosa pubblica, considerata cosa di nessuno, invece che di tutti. Esempi di questo trend sono sotto i nostri occhi tutti i giorni: scarsa partecipazione alle tornate elettorali, saccheggio degli investimenti e degli appalti pubblici, prevalenza dell’interesse individuale su quello nazionale, aggressione senza quartiere alle risorse dello Stato, scarsa considerazione dei beni collettivi.

Il problema è divenuto di Sistema, ed urge una soluzione non convenzionale sulla stessa metrica di misura. Sul rapporto Stato-Cittadini prevale la protesta sulla proposta. Le critiche dei cittadini, agevolate e rimbalzate anche dalla potenza e duttilità dei nuovi strumenti Social Media di comunicazione virale di massa, si fanno sempre più aspre e la politica fatica a trovare risposte che siano accolte come veramente convincenti e soddisfacenti. Dinanzi all’inconcludenza delle azioni di vero cambiamento, l’opinione pubblica sta iniziando a voler esprimere la sua, senza filtri né rituali di interpretazione autentica, ma direttamente.

Perché non intercettare questa voglia partecipativa, realizzando e conferendo strumenti, di facile uso e di pronto effetto (e pure low-cost), che possano innescare circoli virtuosi di miglioramento individuale che poi diventano di miglioramento collettivo?

L’imitazione del comportamento virtuoso è la base di YouStitia.

Se l’innata vocazione all’imitazione (mìmesi) è connaturata con lo sviluppo dell’essere umano dal punto di vista biologico, lo è pure dal punto di vista sociologico e strategico di Sistema. Vanno stabiliti meccanismi di sensibilizzazione, diffusione e celebrazione dei comportamenti e delle azioni che hanno un valore positivo ai fini collettivi, attraverso la circolazione di meme plurimi di “DIAL-ETICA” e di “SEGNAL-ETICA” che portino riconoscibilità sociale dei risultati a chi li ha raggiunti e che determinino l’innesco del processo di mìmesi collettiva. Vanno sospinti con decisa forza memetica e capacità di replicazione esponenziale in brevissimo tempo, con viralità ora consentita dalla potenza degli strumenti informatici.

Dando spazio alla celebrazione protagonistica individuale, si portano modelli di riferimento cui adeguarsi e riconoscersi, da imitare, ingaggiando una sorta di gamification, cioè una ludicizzazione (o “gamificazione”) che ha effetto propulsivo e popolativo di sempre nuovi player-cittadini.

Utilizzando la leva ludica, si riescono ad ottenere maggiori risultati di quelli che la deterrenza della pena può produrre sul mancato rispetto delle regole. Perché si fa leva sulla tendenza ludica e giocosa, connaturata nell’individuo, ed assai presente nel nostro DNA italiano, che fa apparire piacevole ed attraente ciò che le coscienze individuali non sono ancora abituate a considerare tale: ovvero la tutela del bene collettivo, che si esprime nelle regole condivise e “normalmente” e spontaneamente adempiute. Si lavora, molto più convenientemente a livello tattico, in fase “ex ante” sull’indirizzo delle azioni, e non “ex post” con l’irrogazione della pena, solo una volta che l’azione ingiusta è stata acclarata, ed enormi risorse dello Stato spese.

Questo è il vero Social Voluntary Disclosure, per usare un termine adesso in voga sul versante fiscale, che riguarda però solo l’emersione su base volontaria delle disponibilità finanziarie detenute all’estero. Il Social Voluntary Disclosure è l’emersione delle Volontà Sociali di Miglioramento e può essere la prima fase del progetto YouStitia, nel momento in cui se ne iniziano a dichiarare gli scopi e le modalità di partecipazione.

Ritengo che sia opportuno pensare di stabilire dinamiche e meccanismi di premialità sociale mediante partecipazione diretta a “contest”, sia televisivi che on-line (sia un mix tra i due) su SocialNetwork come Twitter e Facebook, usando hashtag di riferimento e utilizzando a piene mani le risorse che ora offrono le nuove tecnologie informatiche (Geolocalizzazione, Small Gift, Virtual Badge, QRCode, Levels of Proficency, InternetOfThings, etc.) per incentivare l’ingaggio della gamificazione dei cittadini tra loro e dar così luogo – naturalmente e spontaneamente – alla tendenza giocosa al miglioramento individuale, e, per sommatoria tra questi, al miglioramento collettivo.

La ludicizzazione dei comportamenti virtuosi spinge all’azione il singolo, altrimenti in posizione passiva, innesca una competizione positiva tra cittadini (gaming) mediante l’imitazione, stimola la condivisione e l’orgoglio dei risultati,  e fa guadagnare riconoscibilità sociale e “fama”.

Il tutto a costo davvero contenuto per lo Stato, poiché ciò su cui si fa leva è tutto sul lato emozionale e le ricompense sono perlopiù fornite in forma virtuale e di “modello”.

Tuttavia la chiamata all’azione è effettiva e coinvolgente ed i risultati imitativi possono produrre effetti favolosi sul versante di sensibile miglioramento di Sistema.

Tempi velocissimi di realizzazione, costi bassissimi, e opportunità di sicuro interesse. Parallelamente, però, devono essere considerati ed attivati meccanismi di riprovazione sociale e di biasimo collettivo che stigmatizzino comportamenti predatori o contrari al bene collettivo e che li propongano come contraltare di confronto per differenza con i modelli positivi. Su tale versante, tuttavia, è necessario un approfondimento, politico ed anche legislativo, che potrebbe seguire la prima fase di avvio di YouStitia, quella orientata alla compartecipazione dei cittadini e alla gamification sui risultati da raggiungere che hanno valore positivo per i beni collettivi. Che è una carta immediatamente spendibile di SistemaPaese.

 

 Dott. Gian Marco Boccanera

Un estratto del presente articolo è stato pubblicato sulla Rivista URFI luglio 2014>>>