STRATEGIA e RIFLESSIONI

 

La Strategia è l’arte di pianificare come raggiungere un obiettivo, di qualsiasi tipo esso sia.

La Strategia implica in sé una disciplina severa, nonchè una consapevolezza e una conoscenza dell’ambiente esterno raffinate. Non a caso il termine Strategia deriva dal greco antico στρατηγός (strateghós) che significa “Generale delle milizie”, identificando così in ambito militare una precisa natura della parola, da tremila anni.

Lo Stratega che riesce ad apprendere e a mettere consapevolmente in uso la strategia assomiglia ad un Generale che conduce le sue forze militari fino al raggiungimento degli obiettivi assegnati, ipotizzando scenari, teatri e alternative, e adattandone la conformazione e l’azione via-via nel procedere.

La STRATEGIA deve poter contare sulla peculiarità militare della parola. La strategia non può essere efficace se viene assunta a prescindere dall’orchestrazione disciplinata delle azioni in cui essa si esprime e degli uomini che ad essa concorrono in via gradata.

Stabilire una decisione che dà luogo ad una concatenazione di conseguenze, previste o stimate, secondo un piano strategico definito rappresenta la prima fase, quella della ideazione. Poi occorre procedere con la seconda fase, quella della realizzazione.

A questo punto emerge la natura etimologica della parola strategia, che richiede approccio militare verso coloro che sono coinvolti nella fase realizzativa del progetto strategico, quanto a:

  • Affidabilità e Disciplina;
  • Rispetto della gerarchia dell’istituzione;
  • Velocità ed Efficacia di risposta al cambiamento di scenario;
  • Prevedibilità in caso di deviazioni dal tracciato strategico assegnato;
  • Abnegazione e decisa interiorizzazione del senso del servire una causa collettiva;
  • Prevalenza dell’aspetto generale sul particolare;
  • Condivisione convinta del Sistema Valoriale proposto.

Siccome tutti i piani strategici non vanno mai come inizialmente previsto, ma richiedono adattamenti continui al feedback che proviene dalla fase di implementazione e dal divenire delle mutazioni di scenario, essi richiedono, allora, che la catena di trasmissione delle azioni di adattamento e contromosse sia collaudata, affidabile, disciplinata ed efficiente. Tanto sotto l’aspetto materiale quanto sotto quello psicologico.

La Strategia vincente, ricordiamo, è quella che riesce a trovare applicazione concreta grazie alla qualità dell’ideazione ma soprattutto grazie alla qualità delle azioni di coloro che la implementano effettivamente, che di norma sono persone diverse dallo stratega ideatore.

La capacità dello stratega sta nel far condividere, interiorizzare e far proprio il piano strategico in quegli uomini e donne che saranno chiamati a concorrere tutti insieme, ciascuno per la parte assegnata e secondo modalità definite, alla realizzazione completa dello stesso, passando per inevitabili cambiamenti e riassetti.

La Strategia che funziona deve prevedere una certa flessibilità ad assetto variabile che possa fluidificare morfologicamente il piano strategico in convessità sullo scenario concavo, quanto in concavità sullo scenario convesso, in modo da comprenderne le possibili mutazioni e da proporre in stretta successione i corrispondenti adattamenti.

Dott. Gian Marco Boccanera